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ANNAMARIA MENOSSO

Vice Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Programma Presentato Per La Candidatura A Coordinatrice Provinciale Delle Donne Dei DS

Il momento che stiamo vivendo è per molti aspetti unico e irripetibile.

Alla base della costruzione del Partito Democratico, di una grande forza progressista e riformatrice europea, non potrà che esserci il pensiero, il punto di vista e il protagonismo delle donne.
Davanti a noi si prospetta uno sfida molto importante, il progetto che vogliamo realizzare è molto ambizioso.

Lo donne vogliono stare da protagoniste in questo processo, vogliono starci con la propria personale storia, le proprie differenze, le culture che hanno prodotto nel tempo, le conquiste che hanno realizzato.
Vogliamo starci da soggetto attivo perché il nuovo Partito democratico sia sin dall'inizio un partito di donne e uomini, aperto alla prospettiva di genere in grado di allargare principi quali libertà, eguaglianza, diritti umani e civili.
Vogliamo esserci perché la prospettiva è quella di far nascere e crescere un Partito di donne e uomini e partecipare da protagoniste alla formazione di una classe dirigente nuova, possiamo non solo aderire ma essere soggetto cofondatore, possiamo lasciare il segno delle culture e delle nostre esperienze, possiamo incidere sui principi costitutivi, sulle regole.

C'è bisogno di una soggettività femminile forte, autonoma, autorevole, portatrice di una politica e di un punto di vista riformatore, che si candidi a rappresentare il rinnovamento delle classi dirigenti, che stringa attorno ad un progetto politico comune le donne dei partiti, del sindacato, delle associazioni e che coinvolga quella risorsa fondamentale che sono le giovani donne. La politica femminile è sempre stata articolata e plurale e il pluralismo è sempre stato per noi una ricchezza e una forza, Le donne hanno saputo parlare a tutte partendo dalla propria soggettività, esperienza, e differenza e la nostra storia politica è stata sempre un intreccio fecondo tra istituzioni, società, associazionismo, partiti.
Ancor più oggi le nostre proposte, le nostre idee, i nostri valori costituiscono un patrimonio comune con cui tessere relazioni con tutte le donne.

E' questa una straordinaria opportunità nella quale far convergere la nostra storia, la nostra passione politica, le nostre idee, l'autonomia e l'autorevolezza che le donne hanno saputo conquistare.
Dobbiamo riuscire e creare una rete di spazi di partecipazione ed elaborazione per creare forza e progettualità.

Siamo noi donne le più interessate a costruire una società della conoscenza, che investa nell'innovazione, nelle competenze, nelle capacità individuali, vogliamo una più equa organizzazione sociale, migliore opportunità nel lavoro e nelle carriere, una diversa distribuzione dei carichi familiari, servizi di qualità, una società multietnica e laica, basata sui diritti di cittadinanza, sul rispetto della dignità della persona, sull'autodeterminazione, sulla non discriminazione.
E siamo anche convinte che la promozione di una piena cittadinanza sociale e politica delle donne può contribuire a ridare senso e autorevolezza alla politica come principale fattore di libertà.
Dobbiamo esserci con tutta la nostra forza lavorando per riuscire a creare una costituente aperta, plurale, partecipata per favorire l'incontro di più culture e soggetti, diffusa sul territorio, con un forte radicamento, che sia occasione per rafforzare un patto con tutte le donne, meritare la loro fiducia con argomenti concreti, con l'affrontare tematiche vere: lavoro, diritti, rinnovamento della politica, riequilibrio della rappresentanza istituzionale e politica, rispetto dell'art. 51 della Costituzione, laicità.

Oggi siamo chiamate a misurarci con una realtà che muta velocemente e che ci interroga su questioni inedite come quelle di bioetica, poste dalle nuove ricerche genetiche e tecnologiche, alle quali la politica non può sottrarsi. Le risposte sono possibili solo nel rispetto dei diversi punti di vista, del dialogo, dell'ascolto reciproco, della laicità.
Noi vogliamo compiere un atto di generosità verso il nostro Paese e in politica generosità equivale a mettere al centro il bene comune, che è il senso più alto della politica.
Una delle responsabilità che come donne dei Democratici di Sinistra abbiamo è quella di restituire la fiducia nella politica a tante donne che guardano a noi con tante aspettative e con una domanda di futuro sempre più ineludibile.

Dobbiamo domandarci come dare risposta al desiderio di protagonismo e di cambiamento soprattutto delle giovani donne, che desiderano affermarsi nel lavoro, investire su se stesse, poter conciliare carriera e famiglia.

Valorizzare i talenti femminili non è soltanto una questione di 'giustizia di genere' ma costituisce oramai una necessità e neppure investire sulle donne non è dunque soltanto una questione di giustizia sociale e di genere ma una necessità per una società moderna e dinamica.
Ma una società che nega rappresentatività e relega a ruoli marginali chi ne rappresenta ben il 52%, denota mancanza di democrazia e un Paese non può dirsi civile e democratico se non trova spazio per le donne che sono l'altra metà del genere umano necessaria perché l'umanità sia se stessa .
Tanti i problemi che caratterizzano il vissuto quotidiano delle donne, dalla costante e affannosa ricerca del tempo per conciliare il lavoro con gli affetti e la vita relazionale, alla quotidiana lotta di sopravvivenza in tempi di ordinaria e disgregante precarietà. Senza dimenticare la denuncia dei pochi spazi concessi alle loro competenze e potenzialità, in una società che fatica ancora a scrollarsi di dosso i pesanti residui del millennio di patriarcato e la conseguente richiesta di più visibilità e ambiti di intervento, a livello pubblico e politico, anche a partire dal raggiungimento di una più intensa solidarietà e coesione tra le stesse rappresentanti del mondo femminile.

Quello che ci dobbiamo impegnano a fare è di non lasciare che tutto ciò vada nel dimenticatoio dei sogni irrealizzabili, ma tutto si trasformi in risposte concrete.
Siamo anche coscienti però di essere un patrimonio di concretezza, di creatività, di impegno quotidiano a contatto con cittadine e cittadini quando ci facciamo carico della fatica dell'amministrare occupando oramai tutti i settori e non solo quelli tradizionalmente affidati alle donne come il welfare e l'istruzione, e siamo riconosciute dalle cittadine e dai cittadini come un segno di innovazione e di cambiamento della politica.
Dobbiamo quindi impegnarci per valorizzare questo lavoro, per creare una rete di esperienze e buone pratiche, diffondere la pratica del bilancio di genere che non significa soltanto considerare l'efficacia e l'efficienza dei servizi, ma vuol dire introdurre nelle istituzioni un punto di vista di genere che deve diventare persistente nei processi della politica amministrativa.

La nostra Regione ha dimostrato che la presenza delle donne è fondamentale nell'impostazione della produzione legislativa (vedi legge sul sistema integrato dei servizi alla prima infanzia, la legge a sostegno della famiglia e della genitorialità, la legge sulle badanti, ecc.).

Ma dobbiamo esserci ed essere sempre più numerose.

In tal senso la nostra Regione guidata da Intesa Democratica, che può essere considerata una esperienza positiva e esempio per il nuovo Partito Democratico, ha approvato, con il contributo determinante delle donne presenti in quella assise, la recente legge elettorale regionale che ha introdotto importanti novità tra cui:

- l'obbligatorietà della presenza nelle liste di almeno del 40% di donne, con nomi alternati, pena l'irricevibilità della lista;
- l'obbligatorietà della presenza del 30% di donne fra gli assessori;
- che sono un primo importante passo avanti nella lunga e difficile conquista di spazio e visibilità nelle istituzioni.

Da qui dobbiamo partire, da quello che abbiamo fatto che è sicuramente importante ma non sufficiente, per un altro viaggio che sarà ricco e appassionato.

Il momento è importante l'ho già detto, perché vogliamo raggiungere il traguardo di una forza più larga e più grande.
Un partito nasce quando l'ambizione è grande e noi oggi pensiamo a un partito che vuole unire culture e sensibilità per dare rappresentanza e qualità alla nostra politica.
Un partito per allargare e non per restringere, allargare la partecipazione, la passione civile coinvolgendo altri partiti, movimenti, associazioni, singoli cittadini.

Questo per me è il senso di una scelta che ci mette in discussione anche personalmente.

Ed è per questo che ritengo fondamentale il ruolo della coordinatrice provinciale delle donne in questo particolare momento della vita politica italiana ma anche e soprattutto locale.
L'assunzione di responsabilità nell'intraprendere questo impegno è grande e ambiziosa come il progetto che vogliamo perseguire e che ci prefiggiamo.

Non vogliamo e non possiamo stare ferme.

E' dunque indispensabile che la coordinatrice assume una funzione di apertura, di coordinamento, di ricerca di nuove forze;
è indispensabile la creazione di una realtà che abbia toni e assuma forme sicuramente diverse da quelle attuali.
Anche il ricoprire una importante carica istituzionale dà autorevolezza al movimento delle donne, le mette in una posizione di alta considerazione e soprattutto fa risaltare il grande interesse che si rivolge a questo momento di transizione.
Per portare avanti con coraggio questo progetto bisogna prima di tutto crederci, metterci quell'entusiasmo e quella passione che possono derivare solo dalla convinzione della giustezza e della necessità del processo intrapreso.

Nel propormi ad assumere questo incarico, da parte mia cercherò con il vostro aiuto, con l'aiuto di tutte le donne, con la vostra collaborazione di svolgere al meglio il lavoro che mi aspetta, anzi che ci aspetta.

Annamaria MENOSSO

Pradamano, 5 maggio 2007


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