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ANNAMARIA MENOSSO

Vice Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia

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Intervento In Aula Sulla Finanziaria 2008

Come prima cosa deve riscontrare che le affermazioni piuttosto insistenti in una prima fase della discussione sui documenti di bilancio che definivano questa finanziaria come 'elettoralistica' siano andate scemando di numero e di intensità e i toni si siano sensibilmente smorzati nel giudizio complessivo.

Sì, perché in effetti questa finanziaria è elettorale nella misura in cui si rileva che:

si riferisce al 2008, anno che vedrà il rinnovo di questa Amministrazione Regionale;

è costruita in continuità con il programma di ID che dal 2003 governa questa regione

raccoglie i frutti di un lavoro preciso e puntuale sia dal punto di vista della produzione legislativa che degli investimenti complessivi in tutti i settori.

Ci siamo basati fin dall'inizio su un binomio risultato vincente

Crescita economica/Sviluppo - coesione sociale

Sappiamo e abbiamo verificato che

'Più cresce l'economia e più imposte vengono pagate

Più aumenta il volume delle imposte pagate e più risorse si rendono disponibili'

I risultati positivi però non ci devono fermare, non devono essere appaganti ma anzi devono essere sprone a continuare sulla strada intrapresa, si perché per ID la continuità è un pregio e non un difetto come qualcuno vorrebbe far credere; mantenere e migliorare i risultati fin qui conseguiti devono guidare la politica regionale anche nei prossimi anni..

Qualcuno riconosce la crescita (difficile sostenere che non c'è stante l'aumento delle risorse disponibili, stante l'aumento delle compartecipazioni +9,4) ma subito si paventa un futuro disastroso, adesso vabbè è così, ma domani crollo disastroso.

Cresce l'IRAP ma non crescerà più, si dice, perché a monte c'è la decisione di adeguare le aliquote al trand nazionale che significa di fatto non aumentare il prelievo fiscale a carico delle imprese, ma allora mi chiedo perché in certe relazioni di minoranza si afferma che è aumentata la pressione fiscale?

Limitare l'addizionale IRPEF alla percentuale minima consentita al disotto della quale non si può andare o abbassare l'aliquota IRAP al massimo possibile con un adeguamento automatico al disegna di legge nazionale non può essere considerata pressione fiscale esagerata o non sono forse proprio questi atteggiamenti puramente elettoralistici?

Ma il giudizio su questa finanziaria non può prescindere dalle valutazioni più che positive che attestano la nostra regione in capo alla classifica per affidabilità al punto che per il secondo anno consecutivo, l'agenzia internazionale di RATING, FITCH, concede alla nostra regione la doppia A: 'AA'.

Parlare dunque di indebitamento e di solidità del Bilancio 2008 partendo da questi lusinghieri dati recentemente esposti e resi pubblici, e che vedono la regione Friuli Venezia Giulia superare lo stesso Stato Italiano, ci permette di farlo con la convinzione, adeguatamente supportata , che la politica messa in campo è corretta.

La non assoluta dipendenza dai trasferimenti nazionali, collegata all'aumento delle compartecipazioni e soprattutto all'afflusso diretto delle stesse nelle casse della regione senza l'obbligato passaggio attraverso quelle dello Stato, l'affidabilità del nostro sistema di riscossione ma anche la stessa posizione baricentrica della regione rispetto ai Paesi dell'Est in forte espansione (e dunque la definizione del Friuli Venezia Giulia come cuore pulsante, vivo, attivo, dell'Europa presente nel programma di ID appare quanto mai appropriato) sono punti di forza da cui si può partire.

Se parliamo di indebitamento e riscontriamo la decisione di limitare il ricorso all'indebitamento per il 2008 al 50% di quello che è stato il ricorso al debito nel 2007 è un ulteriore dimostrazione che questa finanziaria non ha scopi elettorali ma tende solo ed esclusivamente al raggiungimento di buoni livelli di amministrazione pubblica, contemperando tutte le diverse esigenze.

Se parliamo di compartecipazioni il risultato ottenuto in questi giorni aumenta l'affidabilità su cui si basava il positivo giudizio dell'agenzia internazionale e non solo.

Non possiamo che registrare l'ottimo risultato ottenuto, è una novità assoluta quella che le tasse pagate sulle pensioni tornino in regione, non più solo l'affermazione di un principio ma la concretezza di un diritto.

Rispetto al tanto parlare, sbandierare principi di federalismo fiscale, mai realizzati, siamo arrivati grazie al lavoro sinergico del governo nazionale e regionale, grazie al protocollo d'intesa sottoscritto dal presidente Illi e da Prodi, a vedere sancito un diritto con un trasferimento di risorse, poche, troppo poco si afferma, ma non lasciamoci trascinare in una inutile disputa tra governo locale e nazionale. Ribadisco il passo avanti c'è stato, è innegabile, il veder riconosciuto il diritto, fino ad ora negato in barba a tutti i principi di federalismo fiscale invocati ma mai applicati, della Regione alla compartecipazione sulle pensioni è un ottimo risultato.

E' fin troppo evidente il gioco delle opposizioni , lanciarsi contro il protocollo governo-regione, infierire sul risultato cercando di far apparire il tutto come una grande sconfitta, devono farci riflettere : una coalizione in chiara difficoltà non è in grado di reggere confronti cerca di aggrapparsi disperatamente a qualsiasi cosa anche arrivando all'assurdo di capovolgere i fatti , ma sulla parete scivolosa che hanno imboccata non devono trovare appigli, sul pavimento sdrucciolevole dobbiamo saperli lasciar lentamente scivolare.

Come sono veramente deprecabili e ingiustificati gli attacchi sistematicamente portati alla misura messa in campo attraverso al legge 6 del 2006: il Reddito di base per la cittadinanza, che è nel concreto una misura che vuole dare risposte ai più deboli.

Non si può banalizzare un provvedimento così importante, siamo la terza regione in Italia che mette in campo un provvedimento simile,

Di fronte a difficoltà improvvise, impreviste, urgenti fino ad ora erano chiamati ad intervenire i Comuni, senza regole certe, basandosi solo sulla sensibilità individuale e sulle risorse finanziarie a disposizione, con interventi dunque che alla fine creavano disparità di trattamento tra luogo e luogo, tra comune e comune, tra territorio e territorio, tra persona e persona.

Con questa misura non si intende premiare i FANNULLONI o dare un reddito a tutti, a prescindere

Ma si obbliga l'utente a sottoscrivere un patto che lega la corresponsione della misura economica alla effettiva volontà della persona ad uscire dallo stato di necessità.

Le nuove povertà. E di questo ci riempiamo la bocca tutti, salvo poi criticare e osteggiare misure che cerchino di limitarle, sono una realtà contro cui la politica regionale deve attivarsi, vediamo che sempre più fragili ci appaiono le famiglie, le persone, abbiamo il dovere morale ancorché politico di mettere in atto nei confronti delle categorie a rischio, giovani, donne, adulti considerati obsoleti dal mondo del lavoro, ecc. tutte le misure di aiuto che partendo da un comportamento attivo che significa accogliere attivamente il percorso proposto che porta al raggiungimento di quella autonomia economica che è la base per ogni soggetto che non vuole rinunciare alla sua dignità,aiutino concretamente l'individuo.

Perdere il lavoro, non riuscire a garantire l'indipendenza economica della famiglia è un grosso problema sociale, dobbiamo fare in nodo che la società, così spietata, così insensibile acquisti un volto di umanità,aiuti a superare le difficoltà, sappia accogliere, la guerra spietata al diverso che non vuol dire solo immigrato, non giova

In tutto ciò la politica ha un ruolo importante, deve essere la politica per prima ad infondere sicurezza, a dare garanzie, con questa finanziaria con questo governo regionale abbiamo incominciato a farlo.


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