ANNAMARIA MENOSSO
Vice Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia
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Nella Legge Regionale sul “Sistema integrato di interventi e servizi per la promozione e la tutela dei diritti di cittadinanza sociale”, che ho contribuito a far approvare troviamo un modello nuovo di Stato Sociale che pone l'accento sulle opportunità di progettare una vita decorosa per tutti, in cui gli aspetti qualitativi e di relazione assumono un'importanza preminente. Ciò impone al sistema di welfare il compito di costruire un insieme di istituti che abbiano la funzione di tutelare il cittadino dai principali rischi sociali garantendo non solo le fasce più deboli ma anche una migliore qualità della vita ai ceti medi rendendo possibile l'espressione migliore delle proprie capacità.
Un moderno sistema di politiche sociali si basa sulla cultura della prevenzione, della promozione della cittadinanza e dell'inclusione, abbandona il vecchio concetto dell'intervento emergenziale e di riparazione calandosi nelle specificità territoriali. Il Piano di Zona, che è lo strumento individuato dalla legge quadro di riforma dell'assistenza (Legge 328 del 2000) e introdotto a livello regionale con la legge 23 del 2004 per la pianificazione e l'organizzazione del sistema territoriale delle politiche e dei servizi alla persona, trova qui ulteriore perfezionamento e concretezza. Attraverso questo strumento si è inteso avviare un processo di costruzione delle politiche sociali territoriali che si propone di organizzare l'insieme delle risorse disponibili sul territorio a partire dal basso, dalla comunità, al fine di costruire una rete di servizi e interventi articolati fondati sulle effettive esigenze del cittadino e caratterizzati dal concorso di tutti i soggetti del territorio. Si è quindi realizzato uno strumento di partecipazione diretta dei cittadini e delle organizzazioni della cittadinanza attiva attraverso l'analisi dei bisogni, la definizione delle priorità e la conoscenza delle reti sociali valorizzano il ruolo dei protagonisti locali in un ottica di sussidiarietà orizzontale.
I Comuni Associati rivestono un ruolo sempre più pregnante, hanno il compito fondamentale di pianificare il sistema integrato di interventi e servizi sociali in collaborazione con tutti i soggetti attivi per garantire a tutti i cittadini i servizi essenziali; dare un'impostazione alle politiche sociali che da un lato possa rendere omogenea l'erogazione dei servizi nei diversi territori e dall'altro tenga conto delle singole peculiarità di ogni singolo Comune; sostenere, affiancare ed aiutare le persone e le famiglie attraverso la predisposizione ed erogazione di servizi e di prestazioni generali e specifiche.
Credo che all'interno di questo strumento si possano trovare principi e finalità molto importanti, che trovano applicazione pratica con specifici interventi che vengono messi mette in campo attraverso la Legge Regionale sopraccitata e che possono essere agevolmente riassunti in alcuni punti: rispetto della dignità della persona; valore e ruolo delle famiglie come ambito relazionale significativo per la crescita, lo sviluppo e la cura della persona; autonomia e vita indipendente, con particolare riferimento al sostegno delle scelte di permanenza al proprio domicilio delle persone in condizioni di non autosufficienza o con limitata autonomia; prevenzione e rimozione delle cause di ordine psico-sociale, culturale, ambientale e sociale che possono concorrere a creare situazioni di bisogno o fenomeni di emarginazione negli ambienti di vita, di studio, di lavoro; adeguatezza, flessibilità e personalizzazione degli interventi per fronteggiare i bisogni nel rispetto delle scelte delle famiglie e delle persone; sviluppo e qualificazione dei servizi sociali anche attraverso la valorizzazione delle professioni sociali; integrazione delle politiche sociali in particolare con le politiche sanitarie, educative, formative, del lavoro, abitative; centralità delle comunità locali, intese come sistema di relazioni fra persone, istituzioni, organizzazioni sociali per promuovere il miglioramento della qualità della vita e delle relazioni tra persone; fruibilità dei servizi e delle prestazioni sociali realizzando l'eguaglianza di trattamento di fronte a parità di bisogni.