ANNAMARIA MENOSSO
Vice Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia
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Con la recente modifica del mercato del lavoro si è inciso profondamente sull'assetto organizzativo dei servizi pubblici e privati per l'impiego e Regione e Provincie potranno mantenere il proprio ruolo di centralità e di governo e di gestione del sistema soltanto se saranno in grado di costruire una rete tra tutti gli operatori.
“Porre i temi del lavoro al centro delle politiche regionali del FVG delineando una strategia per l'occupazione volta a rafforzare i livelli di coesione sociale, per promuovere lo sviluppo, l'innovazione e la competitività della nostra impresa è la finalità della legge che trae origine dal documento del Buon Lavoro approvato al Tavolo della concertazione fra la Regione e le Parti Sociali” così nel documento delle linee guida.
La legge 30/2003 ha introdotto elementi di forte flessibilità nel mercato del lavoro e pur nella consapevolezza che una corretta flessibilità costituisce un importante elemento di competitività per le imprese e quindi dell'intera economia del territorio, dobbiamo contrastare tutti quegli elementi che accrescono la precarizzazione delle condizioni di lavoro, riducendo la reale occupabilità delle persone e non consente alle imprese di disporre di competenze professionali qualificate.
La Regione svolgerà inoltre un'azione di controllo sui privati che intendano fornire servizi al lavoro (tale possibilità è stata introdotta dal legislatore nazionale), e si tradurrà in un provvedimento di accreditamento, che permetterà loro di svolgere determinati servizi in caso di impossibilità da parte del servizio pubblico.
Le politiche attive e la tutela del lavoro sono declinate in incentivi per:
- assunzioni a tempo indeterminato di donne e di soggetti svantaggiati;
- avvio di nuove attività imprenditoriali;
- integrazione lavorativa delle persone disabili;
- stabilizzazione occupazionale.
la Regione insieme agli enti locali, favorirà la qualità del lavoro ed in particolare:
- l'ingresso, la permanenza e il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro;
- il superamento di ogni forma di discriminazione per le lavoratrici;
- la conciliazione dei tempi di famiglia, di vita e di lavoro.
La legge sul Buon Lavoro vuole dare risposta ed attenzione a quanti si trovano in condizioni di svantaggio, sociali od individuali, vuole accompagnare le persone e le imprese nei processi di transizione al lavoro, di inserimento e consolidamento professionale, di stabilizzazione delle condizioni lavorative.
Credo ancora che non si possa parlare solo di speranza, i documenti e le leggi fin qui prodotte ed in itinere, vanno ben oltre e ci fanno guardare con fiducia al futuro.